E’ il 27 febbraio 1926: in casa Hilty sboccia un fiocco rosa.
Papà Attilio e mamma Pina stringono tra le braccia la loro Fausta, figlia unica, piccola principessa di casa, un po’ capricciosetta e tanto amata. Quando non voleva mangiare chiedeva la “pasta rosa”, e papà Attilio, con affettuosa ironia, sospirava: «Ci vorrebbe una guerra, per farti apprezzare quello che hai».
E purtroppo la guerra arrivò davvero. Da quel momento Fausta imparò a guardare ogni cosa con gratitudine, ad apprezzare anche la semplice pasta di semola, e con essa il valore profondo delle piccole cose.
Cresce studiosa e determinata: frequenta il Liceo Classico “Dante” di Trieste e poi si laurea in Lettere. Inizia a insegnare alla scuola media di Muggia, portando ai suoi ragazzi passione e dolcezza. Ma dopo alcuni anni sceglie di seguire la strada del cuore: dedicarsi completamente alla sua famiglia, con quell’amore totale che diventerà la sua cifra più grande.
Tra il 1949 e il 1951, tra luoghi condivisi e amici comuni, il destino la avvicina a Libero.
Nel suo libro dei ricordi, Libero scrive:
«Non so come sia cominciata ad entrare nella mia vita. Non riesco a ricordare quando la conobbi. So solo che, tra le molte fortune incontrate nella mia vita, Fausta è stata la più grande».
Ricorda ancora un giorno a Cortina, dopo una sciata entusiasmante, seduti a chiacchierare tra amici. Non sa come, ma si ritrovò a descrivere la ragazza ideale, quella che avrebbe voluto accanto per la vita. Terminato il lungo elenco, nel silenzio che seguì disse semplicemente:
«Cussì, come Fausta!».
Risero tutti. Ma lui no. In quel momento capì che era vero. Da allora cominciò ad amarla, e non ha mai smesso.
Nel 1952 Fausta e Libero si sposano e dal loro amore nascono Bruno, Serena e Piero. Dai loro tre figli arriveranno dieci nipoti e cinque pronipoti: un albero grande e forte, cresciuto dalle radici del loro amore.
Fausta lascia l’insegnamento per dedicarsi anima e cuore alla famiglia. Cresce i figli, accompagna i nipoti, li sostiene nello studio, nelle scelte, nei sogni. È presenza costante, guida silenziosa, porto sicuro. Il suo amore non fa rumore, ma costruisce.
Oggi, nel giorno dei suoi 100 anni, alla domanda: «Qual è stato il dono più bello che la vita le abbia fatto?», Fausta risponde senza esitazione:
«I miei figli e i miei nipoti».














